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Il gruppo scultoreo in terracotta policroma, realizzato fra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, si trova a Terranuova Bracciolini nella chiesa di San Niccolò a Ganghereto. Si tratta di un’opera di grande rilievo storico, artistico e religioso, che conserva ancora tante tracce della sua originale colorazione, sotto gli innumerevoli strati delle successive pitturazioni che si sono succedute nei secoli. Il gruppo non fu originariamente concepito per la chiesa di Ganghereto, ma vi fu trasferito nel corso del XVII secolo. Non è, infatti, citato nei documenti pervenutici, relativi alla visita pastorale, a Ganghereto, tenutasi nel 1583. Le sue prime notizie, riguardanti la sua presenza a Ganghereto, sono invece descritte nell’Inventario del 1709 (Visita Pastorale del 27 maggio 1583 – Archivio Vescovile di Arezzo. Visita Pastorale Apostolica, Vol. 6, Tomo I(3), cc. 274 – 275; Inventario dei Beni Ecclesiastici – Archivio Vescovile di Arezzo Inventari Parrocchiali del 1709, F III, “Inventario della Chiesa Parrocchiale di S. Niccolò a Ganghero di Terra Nuova”, cc. 72). Il trasferimento dell’opera è sicuramente una delle molteplici cause del suo attuale degrado. Il gruppo scultoreo è stato attribuito ad Agnolo di Polo ((Firenze, 1470 – Arezzo, 1528), scultore del rinascimento Fiorentino specialista in terrecotte. Agnolo si era formato alla scuola del Verrocchio, per poi aprire una propria bottega e collaborare strettamente con quella di Giovanni della Robbia come documentato da fonti archivistiche (G. Gentilini, I ella Robbia, La scultura invetriata del Rinascimento, Firenze, Cantini, 1992, pp. 287). Il Vasari lo ricorda nelle sue Vite come artista molto prolifico: «che di terra lavorò molto praticamente, ed ha pieno la città di cose di sua mano». Si tratta, quindi, di un gruppo di grande valore che rischia di andare perduto, compromettendosi irrimediabilmente. L’opera è composta da tre statue: la Madonna con Bambino, posta fra quelle dei Santi Pietro e Niccolò. Le tre statue versano in uno stato di estremo degrado, dovuto sia a problemi legati alla tecnica di realizzazione sia a vecchi restauri non correttamente eseguiti, oltre all’incauto trasferimento dall’originaria sede. A gravare ulteriormente sullo stato dell’opera, vi è un persistente fenomeno di umidità di risalita proveniente del muro esterno. Tale umidità ha causato lo sfaldamento della malta usata per il fissaggio alla parete e ha provocato un distacco spontaneo della statua di San Pietro, recuperata fortunosamente. Le figure dei santi, quindi, sono state staccate per evitarne il crollo e sono conservate in casse.

Bibliografia

  1. Archivio Vescovile di Arezzo – Visita Pastorale Apostolica, Vol. 6, Tomo I(3)
  2. Archivio Vescovile di Arezzo – Inventari Parrocchiali del 1709, F III, “Inventario della Chiesa Parrocchiale di S. Niccolò a Ganghero di Terra Nuova”
  3. P. Francioni, La Madonna del Presepe nella Pieve di Terranuova e Agnolo di Polo, Terranuova Bracciolini, 1997
  4. G. Gentilini, I ella Robbia, La scultura invetriata del Rinascimento, Firenze, Cantini, 1992
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